Perché il PMIR è gratuito
L’ingresso libero non è un dettaglio. È una scelta precisa. Un modo per tenere la musica aperta, accessibile, condivisa.
Una scelta che parla di comunità
Il Primo Maggio in Ritardo nasce da un’idea semplice: la musica e la cultura devono poter essere vissute da tutti e tutte, senza barriere economiche.
Per questo il festival resta a ingresso gratuito. Perché vogliamo che chi arriva a Calitri possa sentirsi parte di qualcosa, non spettatore da tenere a distanza.
Tenere libero l’ingresso significa restare fedeli a un’idea di festa aperta, popolare, viva. Una festa che mette insieme territorio, persone, suoni, ritorni, incontri.
Non un biglietto da staccare, ma una porta da lasciare aperta.
È così che il PMIR prova, ogni anno, a tenere insieme musica, territorio e partecipazione.
Gratuito non vuol dire senza valore
Vuol dire il contrario. Vuol dire che dietro c’è una rete che investe tempo, energie, lavoro e fiducia in un progetto culturale che continua a crescere.
Il PMIR esiste grazie a chi lo organizza, a chi lo sostiene, a chi collabora, a chi ci mette presenza, idee e cura. È anche così che una comunità sceglie di dire che il proprio territorio è vivo.
Un festival aperto si sostiene anche così
Partecipando, condividendo il progetto, scegliendo le attività del territorio, tornando ogni estate e portando qualcun altro con te.